Goodbye!

"Quando si assaggia la liberta' non si puo' tornare indietro."
I. Allende


Questo l'avevo sempre sospettato. Infatti lo scrissi anche in un post, interamente dedicato alla liberta'. Questo non mi ha pero' fermato dal volerla assaggiare, conoscere, vivere. Per farlo sono andata in Australia, dove per oltre un anno ho vissuto un bel capitolo di gipsy life. Ora sono tornata, con la voglia di settle down, perche' a quasi 32 anni forse e' ora di trovare al futuro una direzione piu' certa da seguire. Questo non significa rinunciare ai propri sogni, non significa non pensare a quello che e' stato Down Under, non significa non pensare un giorno di tornarci, zaino in spalla, da turista. 
Sarebbe ora, insomma, di avere quello che molti miei coetanei gia' anno: un lavoro, una casa, una famiglia. Che messa cosi', mi sembra una di quelle imprese impossibili! Messa come la metterebbero Down Under, mi ripetero' come un mantra "Take it easy", che ogni cosa arriva al momento giusto. 
Per coerenza, ora che non vivo piu' "A testa in giu'", sposto le mie nuove avventure, riflessioni, dubbi e quant'altro mi capitera' di vivere, qui: Spirito Libero.
Spero di non perdervi, perche' il numero crescente di letture dei post e' stato per me importantissimo quand'ero in Australia e continuera' a esserlo qui, a testa in su!!!


-Live from Italy- Pensieri sotto il sole

Da qualche giorno sono in vacanza! Non che ne avessi propriamente bisogno, ma secondo voi avrei potuto resistere al lago di Garda?!? E poi, quale modo migliore di recuperare il tempo passato lontani?
Sotto il sole che schiarisce i capelli e scurisce la pelle, ogni tanto penso...

Penso che siamo in un bel campeggio, in una casetta a due passi dalla riva del lago e a una salita di distanza da una piscina piena di scivoli (la nostra seconda residenza!) Siamo tra i pochi italiani, circondati da tedeschi, olandesi e danesi: generalmente ordinati, rispettosi delle regole per definzione, con bambini meno piagnucolosi e capricciosi e molto indipendenti fin dalla tenera eta'. Si puo' stare tranquilli perche' nessuno si appropria indebitamente delle cose altrui (vizietto che viaggiando ho scoperto essere squisitamente italiano!)

Penso che si parla di crisi, una crisi che ha investito l'Europa, si dice. Quel che vediamo qui pero', sono famiglie nord europee con non meno di due bambini, nella maggior parte dei casi tre o quattro. Allora forse farei bene a seguire il consiglio della nostra inviata speciale da Berlino che mi dice: "Se conosci un bel berlinese non lasciartelo scappare!"

Penso che i tedeschi sono sempre avanti! Quest'anno si aggirano per il campeggio con dei pratici carrellini a quattro ruote dove infilano l'occorrente per la spiaggia e la piscina e c'e' posto anche per i bambini (vengono anche usati a mo' di culla per addormentare i bambini la sera, camminando.) La maggior parte sono qua con camper e roulottes e i loro spazi sono delle seconde case all'insegna della praticita': senso di invidia profonda!

Penso a quanto sia vero che "While we try to teach our children all about life, our children teach us what life is all about." E' bello vederli liberi di giocare, di esprimersi, di divertirsi al ritmo della vacanza all'aria aperta. Un pensiero vola all'Australia, ai suoi spazi e al suo clima, alla sua filosofia di una vita baciata dal sole e di una pioggia che "e' acqua, si asciuga."

E per concludere in frivolezza, penso che il bagnino rasta abbronzato giovane simpatico a fine vacanza lo portero' via con me!

Buon estate a tutti :)


-Live from Italy- Sospesa

Sono tornata da una decina di giorni ormai... non posso dire che mi sembra di essere partita ieri, perche' questi sedici mesi lontani da casa li vedo e li sento! Il tempo e' passato nella mia citta' che ha cambiato negozi e viabilita', rinnovato case, costruito. E' passato nelle vite dei miei amici: chi si e' sposato, chi con un coraggio da leone ha lasciato il lavoro, chi e' partito, chi e' diventato mamma o papa' e chi si appresta a farlo. E' passato nei volti che ho incontrato e sul mio. Non e' passato nelle relazioni, quello no! Ho rivisto gli amici piu' cari e mi e' sembrato di averli salutati ieri, ho riabbracciato la mia mamma e subito ci siamo sentite vicine, ho ripreso i ritmi famigliari come si fa dopo una vacanza! 

Se devo dire la verita', mi fa ancora strano essere qua! Prendere in mano il telefono e parlare con chiunque viva nello stesso fuso orario, uscire di casa e incontrare un sacco di gente che conosco, parlare dialetto, non essere mai sola... Ho ancora qualche difficolta' con la guida: mi capita di cercare il cambio a sinistra e di chiedermi da che parte della strada stare (e dire che in Australia ho guidato solo nella farm delle olive!)

Mi sento cambiata... devo aver fatta mia la filosofia del 'take it easy' e 'se la vita ti da' limoni, fai una limonata'. Dell'Australia mi manca la gentilezza della gente e i servizi creati per i clienti: a due giorni dal mio arrivo sono stata 'aggredita' dalla segretaria dello studio medico e quel che avevo e' stato velocemente liquidato con una dose di antibiotico. E come previsto, mi manca la liberta' di girare per la strada senza che nessuno ti guardi con sguardi insistenti che lasciano trasparire pensieri.

Eppure questa e' casa mia, il posto dove sono nata e cresciuta, il mio porto sicuro. 
Per ora vivo cosi', in equilibrio tra due vite, sospesa. 

-Live from Italy!- Pacco sorpresa!

E' stato un rientro a sorpresa! E la sorpresa e' riuscita! Alla mia famiglia e ai miei amici avevo detto che sarei arrivata il martedi', invece tutto era organizzato per un arrivo a casa il lunedi' mattina! Per evitare pero' che la sorpresa me la facessero i miei genitori non facendosi trovare a casa, ho chiamato la mamma qualche giorno pima per dire che lunedi' mattina sarebbe arrivato un pacco e che guarda un po' la consegna la doveva firmare proprio lei! Alle nove e mezza con i miei due amici arriviamo nel parcheggio sotto casa e proprio in quell'istante il mio papa' esce con la mia nipotina e si avviano a prendere il pane, senza fare caso a quella macchina sconosciuta. Il mio amico allora scende e suona il campanello. Quando la mia mamma apre la porta, le dice che il pacco e' arrivato, se puo' uscire per firmare e ritirarlo.
“Ma e' cosi' grande?”
“Si signora, pesera' una quarantina di chili!”
“Mamma mia, aspetta che vengo ad aiutarti!”

Che dirvi, di sicuro non si aspettava un pacco biondo, un po' piu' pesante, stanco quanto basta per l'interminabile viaggio, colmo di felicita'! Non lo so cos'ha detto, so solo che ci siamo fatte un lungo abbraccio, incredule.

Dopo un po' sorpresa anche al papa' e poi a seguire durante la giornata al resto della tribu'! Il mio timore piu' grande era la mia nipotina, pensavo ci avrei messo chissa' quanto tempo a tornare la zia dalla quale da piccolina non si staccava mai! Niente di piu' sbagliato: ha fatto la timida dieci minuti nascosta dietro al nonno, poi e' bastato farla ridere e da allora siamo di nuovo inseparabili!

"Viaggiatore che tornate da terre lontane, quali doni portate con voi?"
"Signora, vi porto i fiori del giardino piu' profumato, 
le stoffe piu' preziose d'Oriente
e una valigia piena di felicita'!"

-1...!

E' quasi ora di partire, di chiudere quella valigia che riapriro' a casa e gia' ne assaporo la gioia perche' non c'e' posto piu' bello! In valigia ho racchiuso tante cose. E' una valigia diversa da quella fatta sedici mesi fa: ho comprato cose nuove, abbandonato vestiti ormai vecchi, ci ho infilato un sacco a pelo, scarpe nuove e ricordi di ogni posto dove sono stata. Ma questa valigia racchiude soprattutto le esperienze fatte, tante, diverse: sono arrivata pensando mi sarei fermata un anno, ma nemmeno quindici giorni dopo avevo gia' voglia di fermami piu' a lungo o perlomeno di non precludermi la possibilita' di poterlo fare. Racchiude i volti, i sorrisi, le lacrime degli amici incontrati lungo la strada: tanti, di diverse nazionalita' e accenti ancora piu' colorati. Di ciascuno conservo qualcosa e non importa se le nostre strade non si rincontreranno piu', l'Australia mi ha insegnato anche questo, che la vita e' fatta di incontri che spesso non si ripeteranno e dei quali si perdera' ogni contatto, ma non per questo non vale la pena di viverli. Ci sono poi amici che rincontrero' in Italia, quell'Italia che solo quando sei lontano capisci di conoscere cosi' poco: la vivi nei racconti di chi vive qua e la' e pensi che quando tornerai avrai voglia di conoscerla un po' di piu'.
Racchiude una voglia immensa di viaggiare, io che pensavo che una volta partita da qua avrei solo avuto voglia di rimettere radici: quanto mi sbagliavo! L'Australia in se', immensa, ti mette addosso la voglia di esplorarne ogni angolo. Poi i racconti di chi e' stato lontano ti fanno venire voglia di partire con lo zaino in spalla e di fare solo quello nella vita. Sono felice di aver trovato il coraggio di partire. Ora quello che mi aspetta non e' tutto in discesa, anzi. Ci sara' il tempo degli incontri, delle chiacchiere, di un futuro da pianificare, di un ritorno a una realta' a cui non sai piu' se appartieni.

L'Australia e' da vivere, l'Australia ti cambia. E a quest'Australia voglio solo dire 
GRAZIE! 


Ricordati di essere felice

Ho conosciuto Susan e Simon a novembre, a Dunoon, vicino a Byron Bay. Ci siamo trovati nello stesso posto immerso nella natura, stavamo tutti facendo un Help-x (i lavori che si fanno in cambio di vitto e alloggio.) Una coppia sulla cinquantina, molto affiatata. Come sempre succede in questi casi, questione di momenti e ti trovi a srotolare e condividere la tua vita con delle persone che un attimo dopo non senti piu' estranee.

Erano in viaggio da tre anni. A un certo punto della sua vita Simon ha deciso di lasciare il suo lavoro e mettersi "On the road"; a Susan sembrava un bel progetto e l'ha seguito. Tre anni spostandosi d un Help-x a un altro, tre anni nei quali si sono organizzati ed equipaggiati: non gli mancava nulla! Una jeep, un carrello dietro che si apriva e diventava un'ampia e comoda tenda con letti, cucinino, tavolino e sedie. Sul retro lo spazio per la doccia, sempre calda grazie all'uso dei pannelli solari. In auto tutto l'occorrente per giornate di pioggia e sole, trekking, cucito e ricamo. Tre anni passati cosi', ad arricchirsi di nuove esperienze, a conoscere gente nuova, a fare scorta di storie da raccontare, a fotografare posti magnifici e tramonti intensi. Ricordo che Susan un giorno mi disse: "C'e' una cosa che accomuna tutti voi backpackers: non avete mai delle scarpe adatte per lavorare all'aperto!" Nel tempo credo abbiano fatto da genitori di passaggio a un sacco di gente che come me e' lontana da casa: sempre pronti a dare conforto e aiuto o a portarli per una gita al mercato piu' vicino. Nei giorni trascorsi assieme Simon mi dava il buongiorno con un caffe', mi veniva in soccorso per cacciare ospiti indesiderati a otto zampe dal caravan, mi insegnava quello che sapeva.

Simon e Susan hanno fatto i nonni a distanza: in ogni posto che andavano comperavano degli adesivi e scrivevano una letterina alle loro nipotine. Erano di casa ad Adelaide, dove sono tornati qualche volta. Quando li ho incontrati stavano facendo un bilancio di quest'esperienza credo unica: dicevano che non sapevano se avrebbero proseguito ancora, se sarebbero tornati a casa e avrebbero nuovamente cercato un lavoro. Gli sarebbe tanto piaciuto trovare un posto tutto loro dove costruire una nuova casa, ne avevano gia' molti in lista, sia in Australia che in Tasmania.

Vi lascio immaginare cosa ho provato ieri nel leggere su Facebook questa frase di Susan: "Sono scoppiata in lacrime dopo aver preso in mano una bottiglia di detersivo che aveva comprato lui." Qualcosa non mi tornava. Scorro i posts sulla sua pagina e apprendo che Simon se n'e' andato qualche giorno fa, colpito da un infarto. E' morto tra le sue braccia e lei ha chiesto a tutti coloro che lo volevano di postare una fotografia di un bel momento passato insieme. Quante fotografie, quante belle parole dalle persone conosciute in questo tempo. Ricordi felici.

Ho capito ancora una volta quanto questa vita sia "un brivido che vola via." Oggi ci sei, domani chissa'. Simon se n'e' andato mentre lavorava ad un progetto, con Susan erano tornati on the road dopo essere stati a casa per un po'. L'ultima foto assieme li ritrae sorridenti, zaino in spalla e abbigliamento da montagna. Immersi nella loro avventura. Felici.




Siamo una squadra fortissimi!


Eccoci qua, i raccoglitori d'olive, una squadra tutta italiana formatasi un po' per caso. Se le cose per tutti fossero andate come pianificato, solo uno di noi sarebbe qua. Invece in Australia i piani si fanno e si disfano alla velocita' della luce, le occasioni si colgono al volo, si prepara la valigia, si spostano i voli e si parte. Si fa scorta di vestiti vecchi e si va in una farm dispersa nel nulla. Da cinque settimane raccogliamo olive e ce ne mancano almeno altre due al traguardo: dicono che nessuna raccolta sia mai stata tanto abbondante e l'olio e' di ottima qualita'. Ogni tanto scherziamo, chiedendoci se da questa farm ce ne andremo mai! Ma quel che conta e' adesso, i giorni che si susseguono, mai uguali uno all'altro anche se le cose da fare sono poi sempre le stesse.
Ci si alza al mattino, si fa colazione, poi ognuno al suo posto a far iniziare anche la giornata lavorativa.

Goliath 2 (che a noi piace chiamare "Golia") e' una macchina gigantesca: pesa 22 tonnellate, e' costata $900.000, per essere guidata ha bisogno di un autista e di almeno due occhi che la osservino e all'occorrenza la manovrino da dietro. Un bestione rumoroso capace di infossarsi nella buca di un coniglio! Dal suo tetto si vedono tramonti bellissimi, ma attorno a lei bisogna essere sempre attenti, se ti distrai un attimo e' capace di mangiarti i capelli e spaventarti tremendamente. Alla guida c'e' Giacomo, non ha una patente speciale, sta tutto il giorno a schiacciare pulsanti e girare una rotella che fa da volante. Quando si ricorda guarda anche dalle telecamere le due ragazze che seguono la macchina e respirano polvere d'olivi, professione rastrellatrici. Sara e Carmela, conosciutesi grazie a questo blog, incontratesi svariate volte sia a Melbourne che a Sydney e ora compagne di lavoro e di avventura qua a Telopea Downs. Munite di due rastrelli, fanno cadere a terra piu' rami e foglie possibile, cosi' che le olive arrivino nel trattore che ci affianca. Il trattore ha invece due autisti che si alternano: Luca, il nostro chef, e Gomez, un local che a volte ancora fatichiamo a capire, uno di quei personaggi che sembrano usciti da un film o dai peggiori bar di Caracas. Tutto il carico va poi a finire alla factory, dove ad attenderlo c'e' Piero, anche lui blogger arrivato qua per caso. La' sulla collina le olive si trasformano non miracolosamente, ma lentamente e rumorosamente in olio! Alla factory c'e' sempre un rumore infernale di macchine in movimento, ma il risultato e' qualcosa di incredibile: un olio buonissimo che ogni anno vince qualche premio per la qualita' e il gusto fruttato.

A mandare avanti la baracca, come si suol dire, Kurt e Chantal, marito e moglie provenienti allo Zimbawe. Lei si occupa della parte amministrativa, lui fa tutto il resto: meccanico, agricoltore, idraulico, soccorritore, padre. E' un uomo incredibile, noi ci perdiamo ad ascoltare le sue storie, sempre interessanti, sempre diverse, storie di una vita cosi' diversa dalle nostre e di una conoscenza che non arriva dai libri. Non ha paura di nulla, calma e sangue freddo, fa strano vederlo con gli occhi lucidi o fermo ad osservare i tramonti bellissimi che questa terra ci regala.

Il proprietario della piantagione e' Jorge De Moya, cubano di origini e americano per scelta. Un uomo che non abbiamo avuto a fortuna di conoscere perche' un anno fa ci ha lasciati, a pochi giorni dall'inizio della raccolta e del suo arrivo. Ora le sue ceneri riposano su questa terra, nel punto dove avrebbe voluto costruire la sua casa, una collina dalla quale godersi il tramonto fumando un sigaro. Un gran lavoratore, amante dei cavalli, uno spirito giovane che anni fa ha deciso di venire qua e piantare 80.000 alberi di olive.

Noi qui siamo felici! Non ci mancano il rumore e lo stress delle citta', respiriamo la liberta' di questi spazi sconfinati, di uno sguardo che si perde a vista d'occhio senza incontrare nulla se non natura. Non saremmo capaci di viverci a lungo, l'outback mette a dura prova, al sabato siamo felici di andare alla citta' piu' vicina e tornare alla civilta', fare qualche telefonata, incontrare gente. Poi si ricomincia, sveglia all'alba, pranzo veloce, la sera che arriva, la cena che aspetta, un film che non tutti riescono a vedere perche' la stanchezza si fa sentire. Riempiamo la casa di chiacchiere, risate e sbadigli, della nostra voglia di viaggiare, dei dubbi e i timori dei rientri a casa, dei pensieri su quest'Australia che ti cambia, sicuri che di questo posto ne avremo tante da raccontare e non ce lo dimenticheremo mai. 

Solo cielo?


A volte ci distraiamo.
E rischiamo che la vita ci scivoli dalle mani.
Ma qualcuno ci guarda.
Qualcuno tiene aperti gli occhi mentre noi guardiamo altrove.
Passata la paura, arrivano i pensieri.

Pensi alla vita e mandi un grazie al Cielo. Immenso.

"Ma si possono mangiare?"



Visto che siamo sopravvissuti, eccovi un'altra chicca di vita australiana!

Ieri era una splendida giornata di sole e allora via alla scoperta di una nuova, bellissima spiaggia, Cronulla Beach. Questa spiaggia e' anche lunghissima e nel pomeriggio decidiamo di "fare due passi"; ci incamminiamo e cosi' come avevano fatto dei nostri amici qualche giorno prima, raccogliamo qualche vongola. Cammina cammina, nella busta con l'acqua di mare ne riusciamo a infilare cinque o sei... poi presi da dubbi tipo "ma si potranno mangiare?", "ma saranno commestibili?, "ma si potranno raccogliere?" avvistiamo due rangers in lontananza e decidiamo di avvicinarci e chiedere ragguagli. Sono due signori sulla sessantina, due locals a giudicare dall'accento e dalla parlata! Insomma, mostro i frutti della nostra raccolta e tra loro si dicono "Oh guarda, hanno trovato delle vongole!"
Poi chiedo: "Ma si possono mangiare?" E qui ha inizio la scena memorabile: uno dei due rangers prende due vongole, le sbatte l'una contro l'altra cosi' che entrambe le conchiglie si rompono e...

Pronti?

Estrae una vongola, poi l'altra e se le mangia! Cosi'! Crude e vive, magari un po' tramortite ma vive!!! 

Va beh, io donna di montagna a queste cose sono tutt'altro che avvezza, ma anche il mio amico che viene dal mare e' rimasto a bocca aperta!!!

Sulla via del ritorno la pesca e' continuata e in barba a chi ci ha detto che avremmo potuto prendere una multa, sicuri che il bottino fosse commestibile, al ritorno ci siamo cucinati e gustati gli spaghetti alle vongole :)

PS: i nostri "due passi" sono durati 3 ore e le nostre borse sono rimaste incustodite sulla spiaggia... sulla via del ritorno un po' di panico ci e' preso, con un costume e una macchina fotografica non c'e' molto che puoi fare e casa era alquanto distante... ma tutto era dove l'avevamo lasciato. E' l'Australia, bellezza!








Semplicemente... fiori!

"I found the most marvellous flowers close at hand, 
the most wonderful flowers in the world."
Marian E. Rowan, Australian painter
















































Canberra, ma che bella sorpresa!

Canberra non era nei miei piani. I giudizi poco convinti di chi ci era gia' stato mi avevano convinta che fosse solo la capitale politica, una citta' costruita a tale scopo e senza nulla da vedere al di la' del Parlamento. Poi un giorno nei miei giri ho incintrato un ragazzo che ne e' rimasto affascinato: mi ha parlato di una citta' piena di arte, di gallerie, immersa nel verde. Da allora l'ho riconsiderata e complici 3 giorni liberi, il bisogno di staccare, l'inesaurubule voglia di esplorare, l'ho visitata. E mi e' piaciuta, proprio tanto. 



















E' una citta' piccola, tranquilla e molto ordinata. La sua costruzione e' stata attentamente pianificata: mi ha ricordato molto le citta' che da piccoli si costruiscono coi Lego, dove nulla e' fuoriposto, nemmeno i fiorellini. E divisa in due parti da un lago che l'attraversa e la circonda: da una parte il centro abitato e le attivita' commerciali, dall'altra le sedi del vecchio e nuovo Parlamento, la biblioteca, le gallerie d'arte, i giardini, le ambsciate, le ville. Il tutto immerso in un'atmosfera di serenita' e pace. 













Durante il giorno non s'incontra molta gente, sembra che siano tutti al lavoro; non c'e' la miriade di turisti che ho incontrato a Sydney, Melbourne, Adelaide. La sera invece si anima, la gente passeggia sul fiume e si lascia incantare dalle facciate dei palazzi illuminati.  Enlight Canberra 





Canberra merita una visita solo per la galleria d'arte, il cui ingresso e' tra l'altro gratuito. 
Ad accogliere i visitatori uno dei quadri con le Ninfee di Monet; poco piu' avanti alcuni dipinti e studi di Picasso; le linee astratte di Kandinsky e si suoi colori rosso, giallo e blu a far volare la fantasia; una natura morta di Morandi e uno dei vasi di E. Sottsass, che ho avuto il piacere di incontrare anni fa al MART di Rovereto, dopo aver a lungo vigilato sulle sue preziose sculture. 




Un'altra sezione del museo e' dedicata all'arte del sud-est asiatico (Birmania, Cambogia, Indonesia, Laos, Malasia, Filippine, Tailandia, Vietnam e Taiwan). Una collezione di sculture, monili, statue di divinita' tra i quali colpisce un Cristo crocifisso d'avorio, fatto in India nel corso del 18mo secolo, quando era una colonia portoghese. 
Accanto una mostra dedicata all'arte di Vanuatu (una miriade di isolette a est del Queensland): si trovano tutta una serie di sculture, ciascuna delle quali ha un significato preciso per la comunita' che l'ha creata, portatrice di un significato costruito nel corso dei secoli. Qui ho visto i totem, i copricapi e i cimeli che solitamente vediamo nei documentari. Kastom: l'arte di Vanuatu 

Fino a giugno la National Gallery of Australia celebra anche un'artista australiana, Jessie Traill, con la mostra Stars in the river: le sue stampe spaziano dall'ambiente rurale a quello urbano, sia europeo che australiano. Stras in the River, J. Traill 

Poco distante la National Portrait Gallery che merita una capatina anche se non si e' appassionati di ritrattistica. Tanti volti, tutti diversi, alcuni molto particolari: Ritratti
Fino ad aprile in mostra anche due ritratti della regina Elisabetta: The Queen

Cosi' questa citta' mi ha piacevolmente sorpresa. 
E quando lo racconto, chi ci e' stato mi guarda incredulo!

Un AustraliaNNO!


...e' passato un anno e sono incredula! 
Ve lo racconto in fotografia, mentre lo festeggio, il mio australiANNO.
E vi ringrazio, a pie' pagina.


My gipsy life



La mia famiglia adottiva australiana

Sophie e tante avventure assieme
Partenze e arrivi, anche Down Under

Manly, 7 sotto un tetto, noi ragazze

Capodanno a Sydney, SPLENDIDO!

 
Steph&Tom e la mostra sull'Antica Roma


Il Sydney Harbour Bridge

Bondi Beach: esiste una spiaggia piu' famosa???

Byron Bay, the place to be

Incontro ravvicinatissimo! Ciao koala!

Ishtar, il caravan piu' bello del mondo

Maeve's Gardens e le sue splendide donne!

Simon&Susan, che da 3 anni viaggiano x l'Australia

Quando il Babbo Natale arriva in canotto

Cartolina da Nimbin,il paese degli sfattoni
Quanto e' vero.
I miei bloggers preferiti :)

Sydney, meravigliosa creatura

Le 3 sorelle

Melbourne, amore a prima vista

I frangipani
Gorizia-Melbourne e poi Sydney :)

Viaggiare stanca...! W i giorni off assieme!

St. Kilda, Melbourne

Food&Wine Festival, Massimo Bottura on the stage

Qui anche i pippistrelli sono giganti!

Piccolo pinguino a St Kilda

Brighton

Niente male la vita d'ostello!

Geelong

Il peggior posto! Sopravvissuta!

L'Australia e i suoi spazi infiniti

Inseparabili

Vita agreste

Il paradiso delle olive

Le strade di terra rossa

Colazione coi canguri

Braunstein Family, adottata.

Uno dei tanti arcobaleni di cui l'Australia si colora
Adelaide, riflessi

Allo zoo di Adelaide, il mio primo panda

Il mare, come si puo' vivere senza?

Italians

Yummy meals at Fawcett Cottages

My Aussie boyfriends

Solo x te, amore mio

Compleanno a testa in giu''
Coinquilins

La mostra sull'Antica Roma, Melbourne


La Mornington Penisula

Point Neapan, Mornington Peninsula

Giardino botanico

I 12 apostoli, il posto piu' bello mai visto

Daisy

Sulla Great Ocean Road


Con Maria, di Ala

Con Vic, di Trieste





U Jin, altra inseparabile compagna d'avventure

Ore 4: diamo da mangiare agli animali!



Melbourne dall'88mo piano dell'Eureka SkyDeck

Spensierata...
...biscottata e felice!


Un grazie speciale a chi mi segue sul blog, perche' "la felicita' e' vera solo se condivisa." 
Un grazie a chi mi ha detto "Vai!", un grazie a chi mi dice "Torna che ti aspetto a braccia aperte" e "Vero che al prossimo ritorno non partirai piu'?"
Un grazie alla mia mamma, che mi ha donato "ali per volare" e mi ha lasciata libera di andare ad esplorare il mondo, sperando che il prossimo volo sia verso casa, dove avro' "radici per tornare e motivi per rimanere."
Un grazie a un'amica della mia mamma che ai suoi figli ha sempre detto "Se pensi che un giorno avrai il rimpianto e ti pentirai di non averlo fatto, fallo"... e detto da una mamma, si sa, ha un valore ancora piu' grande. 
Un grazie a chi e' stato con me in questo anno a testa in giu', 
da vicino-vicino o da lontano-lontano.

Un grazie di cuore per averlo reso speciale.


"I sogni hanno bisogno di sapere che siamo coraggiosi."